Margherita Vicario ha presentato al pubblico due brani tratti dal suo nuovo album, «Un tripudio di pelle e di baci», in uscita il 20 novembre. L'esibizione si è svolta nell'aula magna dell'Università Cattolica, a Milano, con la sola accompagnamento del pianoforte e della voce, una scelta che ha messo al centro la scrittura delle canzoni e il timbro dell'interprete.

Il disco ruota attorno a due temi che la cantautrice ha indicato come fili conduttori: la capacità di chiedere aiuto e il bisogno di ritrovare il contatto con gli altri. Non si tratta di un racconto astratto, ma di una riflessione che passa per la vita quotidiana e per le relazioni più vicine, quelle che, nel lavoro di scrittura, diventano materia da cui partire.

Interrogata sul proprio equilibrio emotivo, Vicario ha spiegato che il suo rifugio è costituito dai rapporti affettivi. Un'affermazione semplice, che nel contesto dell'album assume un significato preciso: le canzoni nascono dal dialogo con chi si ama e dalla fiducia che si riesce a riporre negli altri, anche quando è più difficile farlo.

Il titolo del disco, con il riferimento alla pelle e ai baci, richiama una dimensione fisica e sensoriale dell'affetto, che la musica prova a restituire con delicatezza. L'esecuzione al pianoforte, senza arrangiamenti complessi, ha lasciato spazio alle parole e alla dinamica intima dei brani, in linea con un progetto che sembra voler privilegiare la vicinanza rispetto alla spettacolarità.

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Design e casa

Alessandro Ruggeri — design e casa, Stile Vivo.