Ci sono incarichi che richiedono allo stesso tempo visione, diplomazia e capacità di placare i conflitti. È questo insieme di compiti che Ji-Yoon Kim scopre quando assume la guida del dipartimento di anglistica nell'università fittizia di Pembroke. La sua nomina dovrebbe simboleggiare il cambiamento, ma l'entusiasmo lascia presto il posto alle discussioni su denaro, posti di lavoro e privilegi. La serie mostra che il titolo non equivale ancora a un potere reale e che una promozione può essere l'inizio di compiti più difficili, non la loro fine.
La commedia drammatica di Amanda Peet e Annie Julia Wyman del 2021 si basa su questa tensione. Ji-Yoon è la prima donna a capo del dipartimento e una delle poche persone non bianche del corpo docente. Vuole aprire l'università a nuove voci, ma deve fare i conti con il calo dell'interesse per gli studi e con i tagli al bilancio. I docenti più anziani difendono le loro posizioni, quelli più giovani aspettano un'occasione e gli studenti chiedono che qualcuno prenda sul serio le loro obiezioni. Ognuno di questi gruppi si aspetta una risposta diversa, e la nuova preside non può accontentare tutti insieme.
La situazione si complica con Bill Dobson, interpretato da Jay Duplass. Un frammento della sua lezione finisce online e provoca uno scandalo che supera rapidamente le mura dell'università. Ji-Yoon si trova tra la lealtà verso un collega e la responsabilità verso la comunità che guida. Ciascuna delle parti si aspetta che la nuova preside si schieri dalla propria parte, e le sue decisioni hanno conseguenze per l'intero dipartimento, non solo per lei.
Il punto di forza della serie è che le tensioni professionali non esauriscono la storia della protagonista. Ji-Yoon cresce una figlia e cerca di trovare spazio per la propria vita sentimentale, e ciascuno di questi fili influenza il modo in cui affronta il lavoro. Sandra Oh ne mostra la competenza, l'irritazione e la stanchezza, ma anche i momenti in cui perde sicurezza. La protagonista non sempre valuta correttamente la situazione, e proprio per questo appare come una persona e non come un modello di leader efficace.
Accanto a lei spicca Holland Taylor nel ruolo di Joan Hambling, una docente esperta che percepisce sempre più chiaramente che l'università non tiene più conto di lei. Il suo percorso aggiunge alla storia una prospettiva legata all'età e ricorda che le donne che lavorano nella stessa istituzione possono subire forme diverse di sottovalutazione, a seconda di quanti anni hanno e della posizione che occupano. Questo contrasto con la giovane preside aiuta a capire come cambi lo status di una lavoratrice nell'ambiente accademico.
La serie è composta da sei episodi, ciascuno della durata di circa 30 minuti, e può quindi essere vista in una sola serata autunnale. Il campus, le conversazioni sulla letteratura e la stanchezza per le controversie quotidiane creano un'atmosfera che si adatta bene alla stagione. I conflitti accademici possono essere divertenti, finché non ci si chiede chi e come ne paga il prezzo. Pur raccontando un'università, "La preside" mostra meccanismi noti in molti altri settori.
La cosa più riconoscibile potrebbe essere l'aspettativa che una donna in un ruolo dirigenziale realizzi cambiamenti senza che nessuno si senta toccato e che tragga la squadra fuori da una crisi causata dai suoi predecessori. È proprio questa tensione tra visione e realtà a rendere la serie un'osservazione leggera ma accurata delle relazioni professionali, che può interessare chiunque abbia mai assunto un incarico difficile al posto di qualcun altro.
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