Il cavolino di Bruxelles non è tra le verdure che scegliamo più volentieri, ed è un peccato, perché questo piccolo cavolo sa sorprendere. Il suo sapore caratteristico, a volte intensamente amaro, scoraggia molti consumatori che, dopo un’esperienza deludente, vi rinunciano del tutto. Eppure basta cambiare il modo di prepararlo per modificare completamente l’impressione che se ne ricava a tavola.

La chiave sta nel metodo di cottura. Conviene cuocere il cavolino di Bruxelles in modo da mantenerne la compattezza senza sfaldarlo, eliminando al tempo stesso quell’amarezza sgradevole che più di ogni altra cosa lo rende poco appetibile. È proprio una cottura non appropriata a far sembrare la verdura insapore. Se trattata nel modo giusto, acquista un carattere più dolce e piacevole, e la sua struttura resta soda invece di diventare poltacea.

Vale la pena ricordare che il cavolino di Bruxelles può essere preparato in molti modi. Lo stesso ingrediente può finire in piatti diversi, a seconda di ciò che ci si aspetta dalla verdura: leggerezza e freschezza oppure un gusto più saporito e corposo. Così, da questo cavolo dall’aspetto modesto, ciascuno può trovare qualcosa di adatto ai propri gusti, e la sua presenza nel piatto smette di essere un semplice obbligo per diventare una piacevole scoperta.

Questa verdura appartiene alla stessa famiglia del cavolo, dei broccoli e del cavolfiore, e le sue dimensioni ridotte e la struttura compatta fanno sì che molte persone si scoraggino già in fase di preparazione. Eppure è proprio la compattezza delle teste a favorire il mantenimento di una consistenza piacevole dopo la cottura. Chi padroneggia una volta per tutte i principi di base spesso inizia a considerare il cavolino di Bruxelles un ingrediente fisso dei pranzi autunnali e invernali.

Il cavolino di Bruxelles, ben preparato, si abbina bene anche come contorno di carni e pesce, e nei piatti vegetariani può avere il ruolo di ingrediente principale. Il suo sapore delicato, dopo la cottura, si armonizza con diverse spezie e grassi, il che permette di adattarlo a un’ampia varietà di preparazioni. È proprio questa versatilità a rendere utile dargli una seconda possibilità, anche se in passato le esperienze sono state deludenti.

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Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Vivo.